riflessione personale
Sisifo rotola la sua pietra su per un monte e scende a riprenderla per riportarla su in un movimento continuo. Ecco la sua punizione; e se non fosse una punizione? ovvero, potrebbe essere possibile non vederla come un punizione?
Il movimento di Sisifo č quasi meccanico, ripetitivo ma inesorabile.
La sua pietra viene rotolata su, fino a quando non cade per essere riportata di nuovo su.
Simile a granelli in una clessidra che scendono inesorabili per scandire il tempo: Sisifo diventa lui stesso clessidra diventa lui stesso tempo. Uno nasce, passa la vita ad ammazzare il tempo e poi muore. Che Sisifo abbia ingannato ancora una volta tantras (la morte)?.
Sisifo non ammazza piu' il tempo ma intraprende con lui un cammino parallelo; diventa cosė testimone di tutto: non piu' variabile ma costante, non piu' nuvola passeggera e spettacolo per gli dei ma spettatore. Dio della sofferenza e del castigo.
forse....